Torino e piazza San Carlo nella storia del Monferrato
Scambio di sapere con Fondazione Enrico Eandi e Rivista Savej
intervengono Francesco Eandi e Alberto Riccadonna
Piazza San Carlo, il Monferrato, Albugnano con la canonica di Vezzolano e la città di Asti sono legati da un intreccio millenario che si sviluppa su quattro assi. Il primo è dinastico: la piazza nacque come vetrina del potere sabaudo proprio mentre i duchi combattevano le guerre del Monferrato (1613–1631), e il Trattato di Cherasco trasferì Vezzolano e Albugnano sotto i Savoia nello stesso periodo in cui la piazza prendeva forma. Il secondo è devozionale: San Carlo Borromeo, il cui pellegrinaggio del 1578 portò la Sindone a Torino, diede il nome alla piazza e alla chiesa e fu venerato in tutto il territorio astigiano-monferrino. Il terzo è architettonico: la catena dei grandi architetti di corte — dai Castellamonte a Juvarra (che disegnò la facciata di Santa Cristina sull'onda della vittoria del 1706) fino a Benedetto Alfieri, sindaco di Asti divenuto Primo Architetto regio — dimostra che il barocco piemontese fu un linguaggio condiviso tra la capitale e le colline. Il quarto è sociale: Gabriele Capello detto "Moncalvo", ebanista nato a pochi chilometri da Vezzolano, arredò le residenze sabaude e nel 1848 fondò nel convento di San Carlo le Scuole Tecniche che ancora oggi operano a Torino e ad Asti. Le chiese della piazza — "invisibili" a chi entra da Porta Nuova, perché lo sguardo doveva puntare al Palazzo Reale — racchiudono in sé tutta la storia politica, religiosa e artistica del Piemonte sabaudo e del suo rapporto con il Monferrato.
Alberto Riccadonna, laureato in Giurisprudenza, giornalista, è nato nel 1969 a Torino, dove vive con la moglie e due figli. Direttore del settimanale La Voce e il Tempo, ha fondato e diretto la rivista mensile Torino Storia. Coordina le comunicazioni sociali delle Diocesi di Torino e Susa e dal 2023 è portavoce dell'arcivescovo di Torino mons. Repole. Esperto di storia e cultura piemontese, collabora da diversi anni con Rivista Savej e con la Fondazione Enrico Eandi
In collaborazione con il Comune di Albugnano.
Intreccio con la rassegna "Savej la storia: raccontiamo il Piemonte dal vivo" a cura di Rivista Savej.
La partecipazione è gratuita, con possibilità di offerte libere a sostegno del Festival.
In caso di maltempo l'evento si terrà presso l'Enoteca Regionale di Albugnano, via Roma 9
